Mister Capotosto è al suo secondo anno alla guida dei ragazzi dell’Under 16 della Viterbese Castrense. Il tecnico originario di Tuscania ha accumulato molta esperienza negli anni, grazie soprattutto all’esperienza calcistica nelle Fiamme Oro.  In questa stagione è all’ottavo posto in classifica e si ritiene soddisfatto dell’annata in corso e di quanto fatto dai leoncini in campo. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente e si è raccontato in esclusiva ai microfoni della Area Comunicazione gialloblù.

Mister Capotosto, quando ha scoperto la sua passione per il mondo del calcio?
Ho iniziato a giocare a calcio da piccolo, facendo le mie prime esperienze nella squadra di calcio del mio paese natale, Tuscania. A 16 anni sono sceso in campo per la prima volta tra i grandi esordendo in Serie D. Successivamente, ho giocato anche in Promozione e in Eccellenza. Proprio in queste categorie le partite erano molto seguite dal pubblico e sono riuscito a togliermi delle belle soddisfazioni con la squadra locale, vincendo anche qualche campionato. Poi per motivi di lavoro mi sono un po’ allontanato dal mondo del calcio, ma sono riuscito comunque a realizzare una buona carriera.

In campo quale ruolo ricopriva?
Ho sempre giocato da libero, l’attuale difensore centrale. Durante la mia carriera ho giocato anche come terzino e come mediano.

Qual è il suo calciatore preferito? E quale è stato il suo riferimento per il ruolo ricoperto in campo?
Il mio calciatore preferito è Maradona, non ha eguali. Per la similarità del ruolo ho apprezzato tantissimo Franco Baresi che per me è stato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Con il passare degli anni mi sono “innamorato” anche di altri calciatori come Alessandro Nesta.

Una volta appesi gli “scarpini al chiodo” come giocatore, ha deciso di rimanere nel mondo del calcio, ma con un altro ruolo, quello di allenatore. Come è maturata questa scelta?
Dopo aver fatto parte del gruppo sportivo delle Fiamme Oro per tre anni, dove era stato aperto da poco il gruppo calcistico, nel 1996 ho fatto il corso di allenatore. È stata un’esperienza fantastica perché ho conosciuto dei tecnici davvero validi. Dopo aver preso il patentino di allenatore, ho continuato a giocare e nel 2000, proprio a Tuscania, abbiamo vinto il campionato. Ho lasciato definitivamente il calcio giocato dopo i 30 anni, non mi andava di prendermi impegni che non potevo rispettare per via del lavoro.

Per il suo modo di allenare e di concepire il gioco, quali sono i suoi modelli di riferimento tra gli allenatori?
A me piace studiare e informarmi su quello che fanno diversi allenatori. Nel periodo in cui ho iniziato ad allenare ho seguito in modo particolare Zeman, amavo il suo modo di vedere il calcio, la sua filosofia. Nel corso della mia carriera ho anche preso spunto da allenatori come Capello e Sacchi. Inoltre, La mia passione mi ha portato a seguire anche tecnici di altri sport, da cui ho appreso dei concetti davvero importanti. Al giorno d’oggi seguire gli allenatori nei loro insegnamenti è molto più facile, soprattutto grazie alle varie tecnologie. Infatti, amo osservare e studiare tecnici del calibro di Mourinho, Klopp e Guardiola.

Come giudica la sua esperienza da allenatore con i colori gialloblù?
Ho avuto l’onore e la fortuna di essere stato chiamato lo scorso anno subentrando ad un allenatore molto competente. Per me è stata una grande soddisfazione personale, voglio ringraziare Piccioni e i dirigenti che hanno fatto sì che potessi realizzare il mio sogno nel cassetto, quello di allenare nel mondo gialloblù.
Mi sono trovato veramente bene qui a Viterbo durante questi due anni, mi auguro che quest’esperienza possa continuare

Come sta andando il campionato?
Sono stato felicissimo di essere stato riconfermato, ho avuto la fortuna e l’onore di allenare un gruppo di ragazzi veramente forti.  Mi sono subito trovato bene fin dalla preparazione ad agosto.
Nel corso della stagione le aspettative dal punto di vista del punteggio non hanno rispecchiato i nostri obiettivi e i risultati a mio avviso sono stati condizionati dalla troppa sfortuna.

Qual è secondo lei il momento più bello ed esaltante di questa stagione?
Il momento più bello è stato nella partita contro la Vigor Perconti, che era in testa alla classifica. Le condizioni climatiche erano avverse, l’arbitro ha sospeso la partita mentre stavamo vincendo. I ragazzi negli spogliatoi erano soddisfatti, si capiva dai loro sguardi e dalle loro parole che credevano nelle loro capacità e che si sentivano ancora in lotta per il campionato. Per me è stata una grandissima emozione vedere i miei giocatori pieni di soddisfazione.

Come si trova a lavorare con lo staff gialloblù?
Mi sono trovato molto bene con lo staff. Ringrazio in modo particolare il mio secondo Matteo Ricciarelli. È un ragazzo che ha molta voglia di imparare, ha grandi capacità di gestire i ragazzi ed è molto preparato.
Mi sento di ringraziare gli allenatori della Viterbese, i colleghi Livi e Lucà, che ci hanno dato la possibilità di prendere dei giocatori quando non avevamo una rosa ampia a causa dei troppi infortuni. Ringrazio la dirigenza che ha permesso di coordinare le attività in modo professionale.