“Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del «goal». Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica”. Così Pier Paolo Pasolini descriveva uno dei momenti di maggior emozione per ogni tifoso di calcio e di emozioni Michele Volpe ne sta facendo vivere ai supporters gialloblu. Nato a Castelvenere in provincia di Benevento il 16 settembre del 1997, Volpe è arrivato in gialloblu quest’estate dopo aver disputato la stagione 2018/2019 nel Rimini, dove aveva messo a segno sette reti in ventisei partite giocate. Quest’anno, nonostante qualche piccola noia fisica e con ancora delle gare da disputare, Volpe ha messo a segno dieci reti in ventuno gare giocate: “Sono contento di aver raggiunto questo traguardo, non tanto per me, ma per la squadra. Sono felice di aiutare tutto il gruppo. Spero di segnarne altri per centrare i nostri obiettivi stagionali. La salvezza è quasi raggiunta, ma vogliamo guardare avanti, in particolar modo ai play-off per regalare delle soddisfazioni ai nostri tifosi” C’è grande feeling tra Volpe e tutto l’ambiente gialloblu: “Devo ringraziare i miei compagni, perché mi mettono nelle condizioni di fare bene. Se un attaccante segna è merito soprattutto dei compagni. Ogni giorno lavoriamo per migliorarci come singoli e come squadra e se segno lo devo ai miei compagni che mi mettono sempre nelle condizioni di fare goal. Devo dire che sto vivendo un ottimo momento e questo grazie a tutto l’ambiente”.

Eppure, nonostante il grande fiuto per il goal e il suo essere uomo squadra, Michele Volpe da bambino praticava un altro sport: il tennis. Infatti, l’attaccante gialloblu ha iniziato a muovere i primi passi nei campetti sotto casa, per poi iniziare a giocare veramente all’età di 13 anni, nella squadra del suo paese: “Fino all’età di tredici anni ho giocato a tennis, iniziai all’età di tre anni. È stata ed è tutt’oggi una grande passione che mi è stata trasmessa da mio padre. Successivamente decisi di cambiare. Tentennai un po’ e iniziai a giocare a calcio nella squadra del mio paese subito con i grandi, precisamente nei giovanissimi, dove c’erano anche ragazzi che giocavano da anni. Io non avevo fatto la scuola calcio, ma avevo giocato sempre con i miei amici”. Da lì è successo tutto velocemente: “Passai prima alla Telese e poi feci un provino per il Fondi, squadra che mi scelse. Dopo qualche mese, fui notato dal Frosinone e lì capii che il calcio stava diventando la mia vita”.  Oggi in gialloblu ha già superato il suo record di reti messo a segno a Rimini (sette in trentasei partite – ndr), segnando goal pesanti e spesso anche spettacolari: “Il più bello è sicuramente quello con il Bisceglie, devo ringraziare De Giorgi perché mi ha servito una grande palla. Anche quello di Terni è stato molto sentito, nonostante il risultato. Una volta vista la palla entrare non ci ho pensato due volte, ho corso fino al settore ospiti, è stata una corsa istintiva, i ragazzi erano veramente belli da vedere, ci avevano incitato senza sosta, come fanno sempre e ovunque d’altronde. Ci avevo pensato già quando ero in panchina dicendomi che se avessi segnato sarei corso da loro”. Infatti, il rapporto di Volpe con la città si sta consolidando: “Amo Viterbo, è una realtà che mi piace. La città non è troppo grande ed è vivibile. Per molti aspetti è come il mio paese di origine, si respira tranquillità e questo mi fa sentire a casa. Sin da ragazzino mi sono spostato per giocare a calcio e sicuramente gli ambienti che ho vissuto mi hanno aiutato a crescere e a non sentirmi lontano da casa. Qui mi trovo bene, valuteremo a fine stagione il da farsi. Ora sono totalmente focalizzato sul lavoro con il mister e con la squadra. Tutti noi vogliamo regalare delle soddisfazioni all’ambiente gialloblu”. Parola di Michele Volpe.

Cristiano Politini